
Si propone un giro particolarmente affascinante tra le principali creste rocciose, della durata di circa tre ore e mezza, visitando anche l'unica cascata dei Colli. In alcuni punti il percorso può risultare impegnativo, perciò occorrono calzature adatte.
Le Forche del Diavolo (245) e i Denti dea Vecia (303 m) formano un unico filone riolitico intruso in modo discordante tra le rocce basaltiche (colate e tufi) appartenenti al primo ciclo eruttivo e le marne euganee.
Si tratta, invece, di una struttura concordante, il filone strato di latite che si è insinuato orizzontalmente tra le marne euganee nel Calto Contea. Poiché la latite è più resistente rispetto alle circostanti rocce sedimentarie, ha formato questa caratteristica parete verticale dalla quale scende una simpatica cascatella.
- Descrizione tecnica
Lunghezza: 5,4 km Tempo: 3½ ore Quota di partenza: 191 m Quota minima: 131 m Quota massima: 346 m Dislivello positivo: 369 m Dislivello negativo: -369 m Verso del percorso: Antiorario Difficoltà tecnica: Impegnativo in alcuni punti

Il percorso inizia al 6° tornate di Via Guglielmo Marconi a Castelnuovo.
Si può parcheggiare sul bordo della strada e dal lato opposto c'è il tratto finale del sentiero dal quale ritornerete.
Cominciate a scendere lungo la strada asfaltata e al quarto tornante c'è un vecchio lavatoio, purtroppo riempito di terra e di ortiche.

Al terzo tornante, indicato come Percorso alternativo “P” con triangolo bianco-rosso, imboccate il sentiero, segnalato da una freccia e da una tabella informativa, che si inoltra nel bosco di robinia con alcuni imponenti esemplari di castagno 📷, molti dei quali purtroppo caduti. Nella parte finale il castagno diventa ceduo. Vi accompagneranno nelle passeggiate primaverili moltissimi fiori fra cui l'anemone, l'elleboro, la colombina, il favagello, il dente di cane, la polmonaria, l'anemone fegatella (Hepatica nobilis), la viola, la scilla, la dentaria e il bucaneve, che è la specie più diffusa nel primo tratto.

Proseguite mantenendo la destra lungo il Percorso alternativo “P”, quando all'inizio incontrate altre tracce, e la sinistra ai bivi più evidenti, comunque ben segnalati, fino a sbucare all'aperto in un oliveto. Continuate a scendere a destra e dopo un po' si sente il rumore dell'acqua della Cascata Schivanoia 📷 🎦, lungo il Calto Contea.
Qui trovate un bivio: lo prendete a sinistra dopo aver visto la cascata. Per vederla dal basso occorre scendere a destra con molta attenzione lungo un sentiero ripido, indicato con il triangolo P.
Resti di muri perimetrali di un mulino indicano lo sfruttamento che veniva fatto in passato della forza dell'acqua.
Ai piedi della cascata si possono notare grossi prismi latitici caduti a causa della progressiva erosione delle tenere marne sotto il filone vulcanico.

Risalite e proseguite sul sentiero che passa sopra la cascata 📷. Ci sono solo pochi centimetri di acqua che si superano agevolmente. Nelle zone più umide possibile incontrare animali quali la salamandra e la rana toro.
A questo punto vi troverete ad attraversare in salita un vigneto. Qui ricompare il segnavia bianco-rosso P. Voltandosi indietro, potete ammirare il panorama 📷 del Monte Altore (366 m), Monte della Madonna (526 m) Monte Grande (476 m), Monte Olivetto (189 m).
Girate a sinistra, passando accanto ad una serie di abitazioni e in breve arrivate sulla strada asfaltata (Via Costanzo).

Proseguite mantenendo la sinistra, seguendo l'Alta Via dei Colli Euganei n. 1, e poco prima del segnale di stop abbandonate la strada asfaltata per prendere il sentiero sulla sinistra che entra nei coltivi, sempre seguendo l'Alta Via dei Colli Euganei. Dopo pochi metri prendete la traccia che sale ripida a destra ai piedi delle creste riolitiche delle Forche del Diavolo. In alcune mappe recenti sono chiamate Denti dea Vecia; noi, invece, riserviamo questo nome alle prossime strutture.
Dopo averle osservate, quando la vegetazione lo consente, tornate sul sentiero e riprendete il cammino.
Deviazione. Per avere una visione d'insieme delle Forche del Diavolo 📷, è consigliabile, prima di prendere l'Alta Via, superare lo stop, girare a sinistra sulla strada asfaltata per 250 metri, per poterle osservare bene, soprattutto quando, nel periodo primaverile e invernale non sono sommerse dal verde, e poi tornare indietro.

Ritornati sull'Alta Via, seguite prima l'ampio sterrato, con un vigneto 📷 sulla sinistra e dietro le creste del Monte Pendice, verso le quali siete diretti, poi il bosco si fa più fitto. Alla fine di questo, attraversato il ruscello, con un ponte fatto da un mezzo gigantesco tronco, e una breve ma ripidissima salita vi porta in corrispondenza della “Trattoria al sasso” (Via Ronco - 223 m), che deve il suo nome al dicco riolitico visibile nel parcheggio. Sotto la strada ci sono tavoli fatti con enormi tronchi.

Subito dopo la trattoria c'è un sentiero, indicato da una freccia bianco-rossa (n. 1) che aggira l'oliveto e vi porta dietro la trattoria stessa.
Una ripida salita tra i massi vi porterà in breve tempo sulla cresta del dicco e da lì, seguendo i triangoli bianco-rossi n.1, su percorso tra i massi, impegnativo in alcuni punti, vi porterà fino a un'altalena.
Il bosco è a essenze miste con prevalenza di castagno, nel primo tratto, e robinia più avanti.

Qui una sovrabbondanza di triangoli bianco-rossi può generare confusione. Poco più avanti, sulla destra, trovate le indicazioni per Casa Toniolo - n. 1 (Sassi del Prete - 299 m), che seguirete più tardi.
Prima è consigliabile salire, seguendo i triangoli bianco-rossi, per raggiungere i grandi massi riolitici dei Denti dea Vecia 📷, che nelle recenti mappe sono indicati come Sassi del Prete 📷.

Alla fine delle creste si riprende il sentiero principale che poco dopo si apre su un vigneto. Proseguite a sinistra in salita fino alla fine delle coltivazioni, che si mantengono a destra. Qui incontrate una freccia del sentiero n. 2 Castelnuovo Chiesa. Continuate sul sentiero dentro il bosco di castagno, ampiamente arato dai cinghiali, che fa un'ampia curva a sinistra fino a un bivio: il sentiero n. 2 prosegue dritto, mentre voi scendete a destra lungo la mulattiera del Venda.

Scendete ora lungo la mulattiera a sinistra che corre parallela alla strada asfaltata. Quando arrivate in prossimità di un tornante, proprio vicino alla strada, la mulattiera prosegue in discesa a sinistra.
La seguite fino alla strada asfaltata ma, se la trovate ingombra di rovi, dovete uscire sulla strada militare (Via Venda), seguendo il Percorso alternativo N.
Continuate a sinistra fino alla Chiesa di Castelnuovo 📷, dedicata a San Biagio.
Nei pressi si trova un'antica casaforte, Ca' Salva, dalla tipica struttura difensiva, ora ristrutturata e trasformata in struttura ricettiva.

Superate la chiesa e dopo aver attraversato la strada inizia il percorso di ritorno a sinistra del Sasso di San Biagio 📷. Il primo tratto è quello già effettuato, in senso contrario, attorno al Monte Pendice, al quale si rimanda.
La salita, con gradini e tavole assai ripida, porta a ripiani artificiali, con i resti di mura del castello dei Maltraversi.
Da qui si scende attraverso un disagevole tratto fino a una sella. Su un masso a destra si trova scolpito il simbolo dei Carraresi 📷.
Scendete a sinistra, senza salire sul secondo rilievo, e seguite il sentiero all'interno di un fresco bosco di castagno fino alla successiva sella.
Anche qui scendete a sinistra e al successivo bivio continuate a sinistra fino al punto di arrivo presso il 6° tornante di Via Guglielmo Marconi.
Deviazione: Se non lo avete visitato con il percorso del Monte Pendice, all'ultimo bivio risalite a destra e poi ancora a destra, fino al Sasso delle Grotte 📷.
