
Il percorso si snoda attorno al Monte Ventolone (407 m) e al Monte Piccolo (316 m), tra mandorli, olivi e viti, partendo dal grazioso paese di Arquà Petrarca, l'antica Arquata montium, dal caratteristico aspetto medievale, anche se è abitato da tempi molto più antichi, come testimoniano i resti di palafitte dell'età del bronzo.
Entrambi i monti sono costituiti da riolite alcalina circondata da scaglia rossa.

Il tempo di percorrenza è di almeno 3 ore e mezza, seguendo in alcuni tratti del Sentiero Atestino N. 3, il Cammino dell'Alleanza, il Cammino di Sant'Antonio e l'Allacciante “E” da Arquà.
Poiché in parte attraversa strade asfaltate assolate, è opportuno evitare le calde giornate estive.
- Descrizione tecnica
Lunghezza: 8,73 km Tempo: 3½ ore Quota di partenza: 89 m Quota minima: 48 m Quota massima: 404 m Dislivello positivo: 499 m Dislivello negativo: -498 m Verso del percorso: Orario Difficoltà tecnica: Facile ma abbastanza lungo


Si parte dal centro storico, davanti al Municipio dell'antica Arquata montium, che deve la sua fama a Francesco Petrarca (1304 - 1374), il quale vi trascorse gli ultimi anni della sua vita. Oggi è sepolto, in una tomba 📷 di rosso ammonitico veronese, davanti alla Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta 📷, la cui origine risale all'XI secolo, ma nei secoli ha subito diversi rimaneggiamenti. Poiché non rientra nel percorso, si consiglia di visitarla prima o dopo il giro.


Nella piazza si trova l'antico Oratorio della Santissima Trinità 📷 📷, accanto alla Loggia dei Vicari.
L'Oratorio della Santissima Trinità è una struttura molto antica; la prima citazione è del 1181, ma l'edificio è sicuramente più antico.
La struttura romanica è a un'unica navata, con travature scoperte e tetto a capanna.
L'Oratorio è stato ingrandito e affrescato nel Trecento e nel Quattrocento è stata aggiunta l'abside quadrangolare.
La torre campanaria, del XII secolo, ha subito diverse trasformazioni e nel 1926 è stata ripristinata la struttura presumibilmente originaria.

A destra del Municipio seguite l'indicazione della Casa del Petrarca 📷; proseguite lungo Via Valleselle fino a un bivio: continuate dritti seguendo il Sentiero Atestino N. 3, in senso contrario.
La strada è fiancheggiata a sinistra da olivi e a destra dalla scaglia rossa che affiora dalla parete.
Nella scaglia rossa di Arquà e del Monte Piccolo sono stati trovati fossili di echinodermi e di selaci.

Continuate sulla strada asfaltata, sempre seguendo i segnavia, fino alla fine dell'asfalto. Davanti a voi avete il Dosso delle Marlonghe (120 m).
Proseguite a destra fino all'ultima abitazione, quando la strada diventa sentiero. Per aggirare la proprietà, ci si deve arrampicare per un breve tratto su terreno scivoloso, perciò è stata predisposta una corda di supporto.

Il sentiero, che si snoda tra gli ulivi, ora è abbastanza pianeggiante e da qui, quando la vegetazione è rada, si vede il Monte Castello (108 m), colle di Arquà Petrarca formato da riolite alcalina.
Dopo la curva il sentiero sale abbastanza ripido sulla scaglia rossa.

Attraverso una serie di zig-zag con discreta pendenza, tra un bosco di carpinelle, lecci, pini e uliveti, arrivate sulla strada asfaltata (Via Marlunghe).
Sulla destra avete il Monte Ventolone, mentre se vi voltate indietro potete osservare il paese con il piccolo Monte Castello circondato dai cipressi e sullo sfondo il Monte Ricco (330 m).

Risalite a destra fra campi di olivi e rosmarino fino a giungere poco dopo a un incrocio.
Risalite lungo la strada a sinistra (Via Scalette), seguendo il Sentiero Atestino N. 3 in direzione Pianoro del Mottolone, attraversando vigneti - che hanno sostituito gli uliveti - e mandorli, oltre i quali potete ammirare i Colli meridionali 📷: Monte Cecilia, Monte Castello, Monte Cero, Monte Gemola, Monte Rusta, Monte Fasolo, Monte Venda.

Superato il Pianoro del Mottolone (291 m), adibito a parcheggio, arrivate a un bivio: prendete a destra per Via Fontanelle, seguendo l’Allacciante “E” da Arquà.
La strada, su fondo di cemento e ghiaia, attraversa un boschetto di robinia, carpino e roverella.
Alla fine di Via Fontanelle arrivate a un incrocio.

All’incrocio se andate a destra ritornate ad Arquà Petrarca evitando la salita al Monte Ventolone; voi, invece salite a sinistra sulla strada che, a un certo punto, è interdetta alle automobili. Sulla sinistra è possibile vedere il Calto Callegaro, alla base del Monte Orbieso (327 m).

Proseguendo sempre su strada asfaltata tra robinia, roverelle, ciavardello, ailanto, alchechengi, berrette del prete o fusaggine (Euonymus europaeus) e qualche raro castagno, con un'ampia spirale si arriva in cima dove un cancello impedisce l'ingresso agli estranei nell'area invasa da imponenti antenne 📷. Le incisioni sulla roccia mettono a nudo la riolite alcalina persilicica di cui sono composti il Monte Ventolone e il Monte Piccolo.

Meglio tornare indietro e, in corrispondenza di grandi pini neri, subito dopo la prima grande curva che si incontra salendo, si stacca un sentierino che scende con discreta pendenza lungo un bosco di essenze miste con molti pini.
Dopo pochi minuti arrivate a una piccola radura nei pressi di una casa diroccata coperta di vegetazione; tralasciate il sentierino a destra che va all'abitazione; l'ampio sentiero che costeggia la casa vi porta sulla cresta del Monte Piccolo, che noi non faremo.

Prendete invece il percorso a sinistra che vi permette di fare il giro del Monte Piccolo. In breve tempo riprendete il Sentiero Atestino N. 3: proseguite dritti sempre in discesa. Vi attende una lunga discesa su un'ampia pista - purtroppo con il fondo costellato di piccoli massi scivolosi che rallentano enormemente il passo - attraverso un freschissimo bosco di castagno.
Dalle schiarite, quando la vegetazione è rada, è possibile vedere il panorama dei Colli circostanti.

Alla fine della discesa lungo versante settentrionale trovate un bivio. Abbandonate la pista e risalite dritti sul Sentiero N. 3 davanti a voi.
Subito dopo incontrate il Bivio Sentiero Monte Piccolo (107 m): seguite la direzione Arquà Petrarca.
Al successivo bivio salite a sinistra.
In questo versante più assolato compare la vegetazione mediterranea, con erica arborea, calluna e abbondante corbezzolo.

Nella parte terminale attraverserete campi di olivi e molti melograni fino alla strada asfaltata (Via Monte Piccolo) che termina in corrispondenza di un capitello dedicato a Maria.
Dalla strada potete ammirare il panorama 📷 dei Colli: Monte Bevilaqua, Monte Bignago, Monte Castello; dietro: Monte Cecilia e Sassonegro; sullo sfondo: Monte Castello e Monte Cero.


Scendete a sinistra fino a immettervi in Via Ventolone e in breve tempo arriverete al centro di Arquà Petrarca.
