Classificazione dei climi

Il primo tentativo fu compiuto nel 1918 da W. Köppen (1846-1940), aiutato dal genero A. Wegener, che non era un geologo bensì un meteorologo, che abbiamo incontrato nell'approfondimento sulla Deriva dei continenti. Secondo Köppen è possibile schematizzare tutti i climi della Terra mediante una formula climatica che offre una sintetica descrizione del clima locale mediante un'indicazione delle caratteristiche della temperatura e delle precipitazioni.

 

climi secondo Koppen

M. CRIPPA, M. RUSCONI, A. BARGELLINI, M. FIORANI, D. NEPGEN, M. MANTELLI, Scienze naturali, 5, Arnoldo Mondadori, 2014, p. T137.

 

Köppen suddivide il clima in cinque classi, distribuite secondo latitudini crescenti dall'equatore ai poli e le indica con le lettere maiuscole dalla A alla E:

A = climi megatermici umidi della zona intertropicale (tutti i mesi con temperatura > +18°). Le foreste pluviali, a cavallo dell'equatore, hanno pioggia tutto l'anno. Le savane, praterie di arbusti e alberi resistenti alla siccità, hanno una stagione secca e una piovosa, condizionate dai monsoni tropicali.

B = climi aridi (con varie condizioni). Le regioni aride includono i deserti: la vegetazione si è adattata a sopravvivere a lunghi periodi di siccità. Una situazione simile si ha nelle steppe, grandi pianure erbose, che limitano i deserti e dove le precipitazioni sono più abbondanti.

C = climi mesotermici umidi (temperatura del mese più freddo compresa tra + 18° e -3°). Questa categoria include i climi subtropicali umidi, con aria umida e temperatura elevata per gran parte dell'anno. Si sviluppa la foresta decidua e di conifere. Sono tipici di questa zona i climi mediterranei, con precipitazioni soprattutto invernali, estati calde e vegetazione a macchia, e i climi marini delle coste occidentali, dove il mare tempera il clima e può permettere lo sviluppo delle foreste pluviali costiere temperate.

D = climi microtermici boreali (temperatura di gennaio inferiore a -3°, ma quella di luglio > + 10°). Questi climi temperati di latitudine più elevata si hanno solo nell'emisfero settentrionale e interessano le regioni continentali umide con estati lunghe (come nel centro degli Stati Uniti) con foresta decidua; le regioni continentali umide con estati brevi, caratterizzate da foresta mista o foresta di conifere; le regioni subartiche con estati fresche e molto brevi, e con foreste di conifere (taiga) che diventano sempre più basse e arbustive andando verso latitudini più alte.

E = climi polari (anche il mese più caldo con temperature < + 10°). Questi climi freddi sono caratterizzati dalla tundra e interessano regioni quasi prive di estate, con inverni lunghi e freddi, abitate solo da piante basse e resistenti al freddo intenso, come muschi e licheni. Il suolo è quasi completamente costituito da permafrost. Nelle regioni delle calotte glaciali, vicino ai poli, il clima è ghiacciato tutto l'anno; in Antartide le rare aree non coperte da ghiacci sono quasi del tutto prive di vegetazione, a parte alcune specie di licheni e alghe. Gli altopiani si trovano invece in regioni non polari e quindi a latitudini più basse, ma qui è la quota che determina una situazione quasi analoga a quella polare, con una progressiva scomparsa della vegetazione al di sopra di quella che viene detta la linea della vegetazione.

Ciascuna classe a sua volta è suddivisa in sottoclassi, che descrivono dei sottosistemi:
f (da fehlt = manca): assenza di una stagione arida;
s (da sommer = estate): la stagione arida cade nell'estate;
w (da winter = inverno): la stagione arida cade nell'inverno.
Nella classe A esiste una varietà monsonica, m, con stagione secca e precipitazioni nel mese più piovoso < a 60 mm.

Si può anche indicare il grado di aridità, utilizzando una seconda lettera tra queste quattro maiuscole:
S = Steppe           
T = Tundre
W = Wiiste (deserto)
F = Frost (gelo)

Inoltre vengono usate in terza posizione le seguenti lettere:
h (torrido) se la temperatura media è > 18 °C
k (freddo) se la temperatura media è < 18 °C
H (alte quote).