I cicloni extratropicali: le perturbazioni

I cicloni extratropicali, chiamate anche perturbazioni, sono vortici che raggiungono i 1500-3000 km, con venti a 40-50 km/h e della durata di 6-7 giorni, che si sviluppano nella zona atlantica dalla convergenza dell'aria polare associata ai venti polari con quella tropicale legata ai venti occidentali. Le due masse scorrono parallelamente lungo il fronte polare stazionario, ma quando il fronte stazionario si sposta a causa delle ondulazioni delle sovrastanti correnti a getto, si genera un'ondulazione anche al suolo che porta alla formazione di un centro di bassa pressione con chiusura delle isobare ad anello, creando una depressione frontale che comprende il settore caldo tra i due fronti.
La massa d'aria fredda si muove verso sud, mentre quella calda verso nord, formando rispettivamente un fronte freddo e caldo a ovest e a est, che assumono un movimento rotatorio antiorario per la forza di Coriolis. L'aria fredda e densa si incunea sotto l'aria calda e provoca il sollevamento di questa e la conseguente condensazione del vapore acqueo in essa contenuto. La depressione si accentua e il settore caldo si riduce. Al vertice dell'onda, che corrisponde al valore più basso della pressione, o minimo depressionario, il fronte freddo più veloce raggiunge il fronte caldo e dà inizio alla formazione di un fronte occluso. In questa fase l'aria calda della zona calda (più veloce del fronte caldo) scorre sopra il cuneo di aria fredda che retrocede e genera grandi sistemi nuvolosi. L'occlusione ha termine quando il settore caldo è completamente eliminato e l'aria calda è rimpiazzata da aria fredda.
Quando l'aria calda risalita scarica tutta la sua umidità mediante la pioggia, diventa più secca e pesante, annullando la depressione e si ristabilisce il fronte stazionario più a nord o a sud del precedente.

evoluzione fronteevoluzione fronteevoluzione fronteevoluzione fronte

 

Se siamo in una zona dove non c'è ancora occlusione, possiamo riconoscere la seguente sequenza del tempo.


All'inizio arrivano i cirri, poi aumenta la nuvolosità e si abbassa. Ci sono le prime piogge, si alza la temperatura e si abbassa la pressione; il passaggio dei venti da est a sud indica la presenza del fronte caldo. Subito dopo il tempo si rasserena ma per poco: con l'arrivo del fronte freddo la pressione si alza, i venti girano a ovest e si abbassa la temperatura con presenza di piogge intense. In breve si ristabiliscono condizioni di bel tempo.
Se la zona è interessata da un fronte occluso, le temperature rimangono basse, la pressione cala progressivamente e rimane per un tempo più lungo.

A partire dall'Atlantico le perturbazioni si portano verso le nostre regioni; in genere si formano famiglie di 4-5 elementi e quando raggiungono l'Italia sono ormai occlusi. Quando l'anticiclone delle Azzorre - generalmente d'estate - copre le nostre latitudini, le perturbazioni scorrono a nord garantendoci un tempo stabile e soleggiato. Quando in autunno l'anticiclone si ritira, il percorso delle perturbazioni si sposta più a sud coinvolgendo le regioni settentrionali italiane, anche se la catena alpina offre una certa protezione. In inverno il nord d'Italia è protetto dall'anticiclone siberiano che porta tempo bello ma freddo e nebbie in Pianura Padana e le perturbazioni colpiscono il meridione; se l'anticiclone russo-siberiano rimane più a nord, si ha l'ingresso delle perturbazioni.
Questa è una descrizione molto schematica; in realtà molti fattori concorrono nel determinare il tempo nella nostra regione.

 

carta isobare