Zaffiri stellati e altre stelle
Esistono due momenti in cui è possibile vedere assieme il sole e le stelle. Nei rarissimi momenti di eclisse, e quando un raggio di sole illumina i rarissimi zaffiri e rubini stellati.
Questa considerazione ha ispirato, in altri tempi e altri luoghi, complesse leggende, che ho cercato di tradurre in una poesia, dove appunto gli zaffiri stellati sono il frutto dell'amore di una stella e di un raggio di sole in un magico momento di eclisse.
Ma è anche per un'altra ragione che introduco la mia relazione con una poesia. Le pietre preziose sono talmente belle, che sono fra quanto di più vicino alla bellezza pura ci sia. E quel po' di magia e di poesia che c'è in tutte le belle pietre, è amplificato negli zaffiri e rubini stellati, che sono, per molti aspetti, mistero puro.
Uno dei primi “misteri” delle pietre stellate, è proprio la stella. Aghi di rutilo isoorientati provocano fenomeni di riflessione, rifrazione, diffrazione tali all'interno della pietra, che il risultato finale è una stella luminosa a sei raggi. Però esistono pietre con la stella in cui non sono riuscito a scovare tracce di rutilo, nemmeno a fortissimi ingrandimenti. E per contro, cabochons con chiari aghi di rutilo isoorientati, assolutamente senza stella. Se poi consideriamo quella roccia di corindone rosso, venduta come rubino stellato per poche rupie nei mercati di Jaipur, si vede chiaramente che è una pietra massiva e opaca.
Altro problema con le asterie, è che la stella non sempre è a fuoco sulla superficie della pietra. Talvolta è più nitida all'interno, e talvolta è a fuoco qualche millimetro all'esterno. Ciò dipende dal fatto che nei complessi fenomeni ottici che presiedono alla formazione dell'asterismo, interferenze e diffrazioni provocano fenomeni simili agli ologrammi. Questo fatto provoca serie difficoltà a chi vuole fotografare queste stelle di luce; o è a fuoco la pietra, o è a fuoco la stella. Nel caso poi di stelle a dodici raggi, data l'alta luminosità del centro della stella, la difficoltà fotografica è enorme. C'è però da dire che sono problemi che si pongono piuttosto raramente.
È interessante vedere le asterie in trasparenza. Talvolta la stella è ancora più nitida; e questo specialmente nei quarzi stellati. Talvolta la pietra cambia di colore. Molto spesso i corindoni di Sri Lanka, partecipano alle due nature, di zaffiro e di rubino, Può quindi capitare che cabochons rossi abbiano uno stella azzurra, e che cabochons azzurri abbiano una stella rosa. Nella collezione esposta, c'è un'incredibile pietra di colore indaco-blu, che in luce incidente presenta una stella bianco-rosa, mentre in trasparenza tutta la stella diventa completamente rossa. Un'altra gemma stravagante, è una pietra grigia di una quarantina di carati, con una stella che sembra fluttuare sopra alla pietra.
Taluni corindoni hanno un abito cristallino che ricorda il "TRAPICE" degli smeraldi, cioè una stella fissa formate da inclusioni varie che segue la forma esagonale della cristallizzazione. E talvolta queste pietre, tagliate a cabochon, oltre alla stella fissa, ne hanno anche un'altra, fatta di luce, mobile al muoversi della pietra o della luce o dello osservatore.
Le stelle a dodici raggi sono talmente rare che è addirittura difficile vederne in fotografia. In collezione ce n'è qualcuna; c'è anche una pariglia di rubino e zaffiro con stella a dodici raggi. Parlando di pesi, in collezione la pietra più piccola pesa meno di un decimo di carato, mentre la più pesante supera i 150 ct.
E qui si introduce un nuovo aspetto del problema. La varietà di colori del corindone, è illimitata. Per gli esemplari stellati, si accettano anche i colori grigi massivi, pietre con vistose inclusioni e abiti cristallini strani. Se si può dire che non esistono in natura due pietre assolutamente identiche, nel caso dello zaffiro stellato si può dire che è quasi impossibile trovare due pietre vagamente simili. Questo fatto dovrebbe essere un punto a favore di questa pietra, perché ogni singola pietra è assolutamente unica e irripetibile.
E invece no! L'attuale impostazione del mercato, vuole pietre tutte uguali fra di loro! e se non sono per loro natura uguali, si studiano mille artifizi per renderle uguali. Con procedimenti chimico-fisici, sulla cui moralità varrebbe la pena di soffermarsi, colori slavati vengono intensificati; colori inesistenti vengono inventati, e il mercato è invaso da zaffiri e rubini e da pietre di ogni tipo che si potrebbero definire, prendendo a prestito una terminologia della chimica organica, come "PIETRE SEMISINTETICHE".
In questo oceano di adulterazioni, irraggiamenti, riscaldamenti, trattamenti, sofisticazioni, omogeneizzazioni di pietre, un'isola di genuinità è lo zaffiro stellato. Le pietre grezze che presentano all'interno molta seta, probabilmente una volta tagliate a cabochon, avranno la stella. In effetti, generalmente, la seta è una rete tridimensionale di aghi di rutilo isoorientati che provocano la deviazione dei raggi luminosi in direzioni preferenziali, fino a formare la stella.
Per questa ragione, le pietre con un certo tipo di seta venivano lavorate e cabochon, nella speranza che poi si sprigionasse la stella. Poi si è scoperto che scaldando la pietra ad altissime temperature, al suo interno cambiavano molte cose. Per prima cose la seta si scioglieva, e la pietra risultava più trasparente. Scaldando ulteriormente, fino a quasi il punto di fusione della pietra stessa, i centri di colore della pietra venivano influenzati al punto che una pietra, che prima era biancastra e lattiginosa, ora è blu e limpida. Naturalmente si perdeva la stella, e per un po' di tempo si è pensato che le pietre con la stella avessero, giocoforza, il colore naturale.
Quindi il colpo finale: con un successivo riscaldamento e lento raffreddamento, cioè alla temperatura di ricristallizzazione del rutilo, il nuovo colore non si perde, e in compenso si riforma la stella, più luminosa di prima, in un campo di un intenso colore uniformemente blu. Cosa sia rimasto di naturale in queste povere pietre, così profondamente toccate dalla tecnologia, non è chiaro.
Le pietre che vedremo, in fotografie e in collezione, sono naturali, hanno il colore naturale, hanno la stella naturale e, vivaddio, hanno anche le inclusioni e le sete naturali.
Se qualcuno si ostina e volere la pietra limpida, di colore intenso e uniforme, con una stella ben centrata e definita, si deve assumere il rischio di avere una pietra “semisintetica” nella migliore delle ipotesi, vale e dire una pietra con il colore non naturale, e con una stella non naturale.
Se invece si sa apprezzare la bellezza nella diversità, nella unicità, nella personalità, nella non-ripetibilità, nella assoluta naturalezza, allora queste pietre potranno dare qualche emozione.
E ora una inquietante domanda, che mi pongo e che vi pongo.
Come mai, pietre così belle come rubino e zaffiro stellato, hanno così poco mercato? Il gioielliere che le compera, o le mette in collezione, o ne fa un oggetto per la moglie. Eccezionalmente le ricerca, ma solo se un suo cliente ne vuole una a tutti i costi. In nessuna rivista del settore orafo si vede una sola pietra stellata, mentre c'è profusione di pietre sintetiche o semisintetiche.
Di risposta a queste domanda, ce ne possono essere molte, ma penso di poter dire che è ben raro che il gioielliere cerchi di vendere cultura gemmologica oltre che pietre. E a questo punto, è chiaro che preferisce vendere un topazio irradiato o una tripletta di opale, che potrà riacquistare in quantità e a prezzi costanti, anziché uno zaffiro stellato naturale, che è sempre una pietra unica. Inoltre, proprio perché ogni pietra è unica, è di difficile valutazione. Ma il problema è che una pietra preziosa dovrebbe essere acquistata per la sua bellezza, per le emozioni che può suscitare, per il piacere che può procurare e chi la indossa. Per quel poco o tanto di magia che è rimasto nascosto in ciascuno di noi, perché la pietra preziosa è il legame naturale che ci lega con la polvere e con le stelle, per tutte queste e per mille altre ragioni ancora, e non solo perché può, forse, essere anche un buon investimento finanziario.
E così accade che rubino e zaffiro stellato, pietre così belle e così neglette fra le pietre preziose, rimangono fra le uniche pietre veramente preziose. E come un tempo solo i re, e non tutti i re, conoscevano l'esistenza delle gemme, anche oggi, pur nell'era dell'informatica e dei mass-media, solo pochi estimatori sono in grado di conoscere ed apprezzare queste particolari pietre.
Nella collezione che vedremo, in fotografia e dal vero, tutte le pietre provengono da Sri Lanka. Ci sono zaffiri e rubini stellati di molti colori diversi: anche uno giallo e uno arancione. E anche uno verde. Poi asterie con dodici raggi, pietre che cambiano di colore, pietre con inclusioni strane. E inoltre, spinelli stellati, quarzi stellati, un occhio di gatto e un occhio di gatto alessandrite.
LA LEGGENDA DELLO ZAFFIRO STELLATO
PHIRESTA.
Era un azzurro Principe
ed era figlio del Sole,
e sempre ne seguiva il carro
immerso nel blu e nella luce.
Ma nei suoi sogni vedeva una stella;
brillava nel buio e al chiaror della luna,
e sognando se ne innamorava,
e da sveglio sempre a lei pensava.
ARSAPPHI.
È una piccola stella
che brilla con mille sorelle
nel buio o al chiaror della luna.
Ma nei suoi sogni vedeva
un principe sul carro di un sole
immerso nel blu e nelle luce
e sognando se ne innamorava
e da sveglia sempre a lui pensava.
GUDISTAR.
Era un dio bonario
che orbitava i soli e i pianeti,
e un giorno organizza un'eclissi
e il blu cielo è trapunto di stelle
e PHIRESTA si abbraccia ad ARSAPPHI
e la terra ne ospita i figli.
STAR SAPPHIRES.
È il nome dei figli
di una stella e di un raggio di sole
e la pietra blu cielo si accende
di una stella che brilla sol quando
è baciata da un raggio di luce.
Paolo Severi
L'articolo è stato tratto da un lavoro presentato dal sig. P. Severi alla manifestazione “OROGEMMA '84” tenuta e Vicenza.
4 - MARZO 1989
