Xonotlite di Spagnago
Dopo aver discusso di xonotlite con il socio Libero Battiston, e seguendo le indicazioni apparse in alcuni articoli pubblicati sulla RIVISTA MINERALOGICA ITALIANA, precisamente nei numeri 1 e 2 dell'anno 1987, ci siamo recati a visitare la cava di Spagnago, in attività per l'estrazione di blocchi di marmo eocenico.
La cava si trova nel comune di Cornedo Vicentino in Val d'Agno e le indicazioni gentilmente fornitemi da un passante di Cornedo, al quale mi sono rivolto per raggiungere la cava, sono le seguenti:
dopo un chilometro circa dal paese di Cornedo Vicentino, verso Valdagno, si incontra l'indicazione della località di Spagnago. Superato di duecento metri circa tale cartello si lascia, sulla sinistra, un distributore di carburante e dopo un centinaio di metri, sempre sulla sinistra, si imbocca una strada che raggiunge uno spiazzo dal quale si scorge un ponte in cemento armato. Oltre il ponte, una strada in terra battuta porta alla cava.
Lasciata l'auto nei pressi del ponte, in quanto la cava era sbarrata, abbiamo chiesto il permesso di effettuare ricerche di minerali ad alcune persone presenti nei fabbricati che si trovano all'ingresso della cava stessa, appena entrati ci siamo resi conto della vastità delle escavazioni effettuate in loco sui calcari eocenici oggetto della coltivazione.
Le indicazioni fornite dal socio Battiston sono state utili per individuare immediatamente la zona mineralizzata a xonotlite. Si tratta di un affioramento trascurato dai lavori in quanto interessato da intrusioni basaltiche non utilizzabili dai cavatori, ed è appunta in questi basalti e nelle rocce calcaree di contatto che esiste la possibilità di rinvenire alcuni interessanti minerali.
La ricerca è stata piacevole ma non eccessivamente fruttuosa in quanto la maggior parte delle fessure, in rocce calcaree, e delle cavità, in basalti compatti, contengono più che altro cristalli di calcite, per cui i nuclei e le fibre sericee di xonotlite si sono fatti desiderare. La cava ha fornito eccellenti pezzi da collezione ma attualmente i ritrovamenti sono alquanto scarsi essendo stato in parte asportato ed in parte abbandonato dai lavori l'affioramento mineralizzato. Considerato che la nostra collezione è del tipo "Micromounts" non sono mancati pregevoli campioni che hanno permesso di incrementare la collezione specifica della zona.
Premettiamo che i minerali di seguito descritti sono stati osservati al microscopio e le loro dimensioni raramente superano un paio di millimetri:
APOFILLITE - rari sono stati i rinvenimenti. I cristalli più belli, aventi forma prismatica tetragonale, piramidale tronca, sono stati trovati nelle fessure del calcari. Alcuni colleghi di Castelgomberto, incontrati in cava, hanno riferito di aver trovato, nel basalto, dei cristalli tabulari simili a quelli della apofillite di Montecchio Maggiore.
CALCITE - rinvenuta comunemente sia nel basalto sia nel calcare metamorfosato, si presenta in cristalli molto limpidi sotto varie forme: scalenoedro sulla cui cima sono presenti facce di romboedro, molto attraenti e ben formati; scalenoedro alquanto allungato; romboedro. È stata notata inoltre una forma lenticolare, rinvenuta solo nel basalto, la quale potrebbe non essere calcite ma che presenta nettamente gli elementi di simmetria della classe trigonale.
CABASITE - rinvenuta in pochi esemplari nella classica forma pseudocubica, i cristalli migliori si presentano su strane spalmature terrose all'interno di cavità contenute nel basalto. Alcuni cristalli sono trasparenti come quelli che si rinvengono a Pilcante e Montecchio Maggiore.
HEULANDTTE - cristalli tabulari di color rosso vivo si trovano inclusi in alcuni basalti, vacuolati costituenti la parete laterale sinistra della cava.
HORNEBLENDA - in cristalli molto piccoli, ma ben formati e lucenti, sono stati notati in una porzione di basalto alterato assieme a xonotlite fibrosa raggiata.
MAZZITE ? - in una cavità, nel basalto, sono stati osservati alcuni cristalli prismatici che simulano la forma esagonale della mazzite.
PIRITE - acidando un pezzetto di basalto sul quale si trovavano alcuni noduli di calcite rosata, sperando di recuperare qualche cristallo di heulandite, si sono presentati sulle pareti, nella cavità precedentemente occupata dalla calcite, alcuni minutissimi cristalli cubici di pirite.
PSILOMELANO - spalmature di ossido di manganese si rinvengono in forme dendritiche, abbastanza comunemente, su cristalli di calcite. Psilomelano più consistente avente forma botrioidale si nota in alcuni basalti vacuolati, associato ad haulandite.
RUTILO - all'interno di alcuni geodi di calcite, che si sono formati nelle cavità del basalto, sono stati notati, su alcuni cristalli di calcite romboedrica, delle sferette scure molto diverse dai deposti di ossido di manganese. Al microscopio tali sferule sono risultate composte da cristalli aciculari raggiati, del tutto simili a quelli sparsi su cristalli di quarzo e di calcite nei geodi ovoidali che si rinvenivano nella cava Calton a Montegrotto Terme.
STEATITE - appare in forma massiva dal colore marrone in alcune cavità del basalto alterato. Nei vacuoli del basalto compatto si presenta invece in spalmature ed in concrezioni botrioidali, di colore verde bottiglia, a volte ricoprenti cristalli di heulandite.
THOMSONITE ? - sferule lattee incluse in alcune cavità che si rinvengono in certi basalti compatti mostrano, in corrispondenza delle rotture, dei cristalli tabulari raggiati somiglianti a quelli di thomsonite trovati in una roccia trachitica nella cava di Case Collina a Pitigliano.
XONOTLITE - analisi difrattometriche e ad infrarosso, eseguite su vari campioni raccolti nel Vicentino, hanno permesso di appurare che la xonotlite è risultata più diffusa di quanto si pensasse, specialmente nelle zone a calcare interessate successivamente da intrusioni basaltiche. Tale minerale ha reso interessante la cava di Spagnago per i notevoli campioni in essa rinvenuti, alcuni di oltre 10 x 10 cm.
La xonotlite si presenta in aggregati fibroso raggiati di color rosa, nel calcare eocenico, ed in distinti cristalli aciculari bianchi o in aggregati sferoidali setosi nelle vene di calcite formate in alcune cavità basaltiche; sovente sono state notate associazioni con calcite, zeoliti ed apofillite.
La xonotlite da noi rinvenuta risulta interessante al microscopio in quanto si presenta sotto varia forme: in cristalli aciculari divergenti; in aggregati lattei fibroso raggiati; in vene sericee; in fibre parallele sericee; in cristalli paralleli che trafiggono globuli lattei; ecc.
XX DIVERGENTI LIMPIDI - in paragenesi a xonotlite fibrosa e calcite sono stati trovati alcuni cristalli aciculari divergenti limpidi ma non sericei. Secondo le indicazioni apparse nell'articolo di M. Boscardin, O. V. Tescari, A. Zordan apparso nella "Rivista Mineralogica Italiana" 2 - 1987, si tratta di xonotlite.
XX AGGREGATI - nonostante non siano sericei, questi minuscoli cristalli dovrebbero essere di xonotlite come indicato nella didascalia Fig. 3 dell'articolo apparso sulla rivista sopra indicata.
XX CAPELLIFORMI - dovrebbero essere di xonotlite in quanto questa forma è particolare della xonotlite di cava "Nido d'Aquila" Fig. 5 dell'articolo sopra citato.
PATINE TERROSE - nelle cavità del basalto, interessati da cristallizzazioni di calcite, si possono trovare dei depositi di riempimento formati da un materiale terroso latteo che tende ad indurire. È probabile che si tratti di una specie mineralogica.
GLOBULI BIANCHI - sono stati rinvenuti alcuni globuli lattei cerosi in alcune fessure a calcite, in paragenesi con xonotlite aciculare sericea. In qualche caso i cristalli di xonotlite attraversano tali globuli il cui diametro si aggira sul decimo di millimetro. Dovrebbe trattarsi senz'altro di un minerale in quanto globuli simili sono stati notati in altre zone che presentano giaciture simili.
XX SERICEI SPARSI - in un calcare che sembra abbia subito un metamorfismo dl contatto, sono presenti dei minuscoli cristalli lattei non consistenti e sericei. Tali cristalli si presentano sparsi senza alcun orientamento sia nelle fessure sia all'interno della roccia quando viene fratturata.
L'osservazione e l'eventuale analisi di alcuni di questi minerali, catalogati come "sconosciuti", e di quelli non identificati che fossero stati trovati da altri collezionisti, potrebbe fare aumentare il numero delle specie rinvenibili in questa cava. Occorre inoltre tenere presente che in marmi simili, solcati da filoni basaltici, sono stati rinvenuti altri minerali molto interessanti quali: girolyte, nekoite, okenite e svariate interessanti zeoliti.
Nel corso della visita alla cava sono stati notati alcuni fossili del tipo bivalve e ricci.
Lia e Corrado Buscaroli
BIBLIOGRAFIA
A. De Grandis e M. Pizzolato, Rivista Mineralogica Italiana, Milano 1/1987.
M. Boscardin, O.V. Tescari, A Zordan, Rivista Mineralogica Italiana, Milano 2/1987.
3 - NOVEMBRE 1988
