Storia del G.M.E. (oggi G.M.P.E.)

Il G.M.E tra ricordi e realtà

Correvano i primi anni 70, quando con gli amici Paolo Argentini, Alberto Avesani, Giamberto Astolfi, Sandro Bidoia, Franco Colombara, Franco Parpaiola, Giuseppe Sanco, Silvano Sovilla, Delmo Veronese e altri che forse in questo momento mi sfuggono, seduti intorno ad un tavolo della Trattoria “da Cencio”, proprio dietro la cava Calton, si gettavano le prime basi per la costituzione del Gruppo Mineralogico Euganeo. Di lì a poco acquisimmo altri amici e tutti partecipammo alla stesura dello statuto poi ufficialmente approvato nel febbraio del 1979. Eravamo giovani, pieni di entusiasmo. All'epoca non lasciavamo nulla di intentato per migliorare la nostra cultura mineralogica, ma soprattutto per farci conoscere. Ogni occasione era buona per sollecitare la cittadinanza o i gruppi mineralogici italiani perché venissero a conoscenza della nostra presenza. Purtroppo il mondo dei minerali è un mondo sconosciuto e al quale da sempre scuola e cultura hanno dato poco spazio. Cosi il numero iniziale di soci crebbe assai meno di quanto speravamo.

La giovane età e forse le minori responsabilità ci consentivano un'attività frenetica che spaziava da incontri frequentissimi, soprattutto tra i responsabili, alla divulgazioni nelle scuole, al passaparola sugli ultimi arrivi degli importatori di allora, ai ritrovamenti vicini e lontani, all'allestimento di mostre. Tra queste ricordo in particolare quella nel Palazzo della Provincia in via S. Francesco e quella più famosa in collaborazione con l'Università nel 1984 a Piazzola sul Brenta.
Sempre in quegli anni organizzammo in un padiglione della Fiera di Padova un incontro nazionale di scambio di minerali, che ebbe un chiaro successo con più settanta partecipanti da tutta Italia.

Le gite erano motivo di vita comune. Partivamo con l'intera famiglia, studiavamo nel calendario le opportunità per creare “ponti” che rendevano più lunghe le nostre escursioni. Per tutti fu anche motivo di stringere rapporti di amicizia fraterna, che andavano ben oltre la semplice raccolta di minerali. Ricordo in particolare le gite in Toscana, a Ciciano a caccia di gessi in un terreno argilloso, dove solo la fortuna dava la possibilità del ritrovamento di pezzi estetici, alla vecchia miniera di antimonite “Le Cetine” e nelle discariche di Boccheggiano a caccia della comune pirite e della stronzianite, affascinante alla luce di Wood. La gita all'Elba in una primavera di quegli anni fu, a mio avviso, il trionfo del Gruppo. Credo fossimo non meno di 7 o 8 famiglie con bambini appresso; alle giornate di duro lavoro nelle cave e nei ben noti affioramenti pegmatitici, seguivano serate indimenticabili, dove si mescolavano mangiate pantagrueliche, canti e vino che l'indimenticabile Silvio Ceroni offriva agli amici.
A quel tempo ero incaricato alla stampa del giornale. La cronica svogliatezza di tutti nello scrivere articoli, ma soprattutto l'assenza del computer mi costringeva ad acrobazie per la pubblicazione del nostro notiziario bimensile. L'allora Presidente Argentini aveva comunque il merito di sollecitarci tutti ad una più attiva collaborazione, e devo dire che il Gruppo era cresciuto in entusiasmo, se non in numero.

La seconda metà degli anni 80 portò ad un progressivo abbandono dei soci fondatori. Chi per lavoro, chi per minore interesse verso le pietre, sta di fatto che il vecchio GME andava lentamente modificandosi. Io stesso per motivi di lavoro faticavo a liberarmi dagli impegni per offrire un minimo di collaborazione. Ma non lo abbandonai mai con il cuore quasi fosse una mia creatura. Fortunatamente nuove leve hanno raccolto e proseguito con merito l'opera dei primi, estendendo l'interesse anche ai fossili ed acquisendo in questo modo nuovi adepti.

Per dieci lunghi anni ho disertato le riunioni seguendo occasionalmente le novità dagli amici rimasti. Poi nel 1995 l'amore mai sopito per il mondo sotterraneo e per il G.M.E. mi hanno portato ad un graduale rientro, pieno di riconoscenza verso quanti avevano traghettato il Gruppo fino a quel momento e di compiacimento per i soci acquisiti negli ultimi anni.
Alla fine del 1996 mi sentivo nuovamente pronto ad offrire la mia modesta disponibilità di tempo, ma anche l'accresciuta conoscenza nel settore della mineralogia e ad assicurare nelle nostre riunioni la presenza di nuovi amici acquisiti in tutti questi anni.
Questo mio rinnovato entusiasmo ha convinto i più vecchi a ritornare a frequentarci con quella amicizia che tanto ci ha unito nel passato.

Le serate in questi ultimi anni hanno avuto numerosi ospiti:

  • Dott. Cristiano Dal Sasso, paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano
  • Gianni Pasini, appassionato paleontologo di Appiano Gentile
  • Prof. Giorgio Pennacchioni, del Dipartimento di Geologia
  • Prof. Gianmario Molin, del Dipartimento di Mineralogia e Petrografia
  • Matteo Boscardin, illustre appassionato di mineralogia
  • Prof. Guido Roghi, paleontologo del Dipartimento di Geologia
  • Prof. Giuliano Bellieni del Dipartimento di Mineralogia e Petrografia
  • Prof. Eugenio Ragazi del Dipartimento di Farmacologia
  • I Periti Gemmologi Vittorio Burgo e Franco Frigo
  • Dott. Melli, appassionato mineralogista e studioso dei Colli Euganei
  • Dott.ssa Gabriella Fornasiero, Conservatrice del Museo di Paleontologia
  • Prof. Piergiorgio Iobstraibizer del Dipartimento di Mineralogia e Petrografia
  • Dott.ssa Letizia Del Favero, paleontologa e collaboratrice al Museo di Paleontologia
  • Dott. Franco Colombara, paleontologo e conservatore del Museo di Cava Bomba (Pd)
  • Silvano Sovilla, appassionato mineralogista e socio del nostro Club.

 

L'attività del GME si è espansa realizzando nomerose mostre presso i Quartieri. Sono stati attivati gruppi di studio sulla Chimica, coordinati da Paolo Rodighiero.
Numerosi soci, a nome del GME, si sono proposti per conferenze in sede provinciale e regionale.

Il notiziario, pubblicato 3 o 4 volte l'anno ha portato ai soci le notizie riguardanti l'attività del gruppo, i programmi delle mostre in Italia e all'estero e notizie di attualità mineralogica e paleontologica. Occasionalmente sono stati pubblicati anche lavori che hanno poi avuto il meritato successo su riviste specializzate e ad alta tiratura.

Non vanno trascurati infine gli interventi nelle scuole, quartieri e comuni vicini a Padova.

Le conviviali annuali hanno avuto infine il pregio di ringraziare gli ospiti relatori e di rinsaldare l'amicizia tra i soci.

Paolo Rodighiero