Rudiste

Durania cornupastorisPhylum: MOLLUSCA
Classe: BIVALVIA
Sottoclasse: HETERODONTA
Ordine: HIPPURITOIDA
Sottordine: HIPPURITINA
Superfamiglia: RUDISTIDACEA
Famiglia: HIPPURITIDAE

Con il termine Rudiste si intendono Bivalvi esclusivamente fossili, appartenenti a più famiglie, aventi in comune una conchiglia a morfologia aberrante e fortemente inequivalve.
In questa sede tratteremo in particolare dei Rudistidacei.
Le prime Rudiste erano solo debolmente inequivalvi ma i loro discendenti, con il passare del tempo, lo divennero sempre di più.
Le modificazioni subite nel corso dell'evoluzione sono dovute probabilmente ad influenze ecologiche. Acquistando abitudini sedimentarie e gregarie, si allargava la superficie di fissazione della conchiglia al substrato, si immobilizzavano alcuni elementi della cerniera e questo provocava cambiamenti nel modo di crescita delle conchiglie che diventavano prima spiralate e poi pia o meno cilindriche.
Lo sviluppo in larghezza e in altezza ha provocato in alcune specie la formazione nello spessore della conchiglia, di cavità accessorie.
La valva fissa, che può essere la destra o la sinistra, passa da una forma spiralata ad una conica con un diametro da 2 cm a 2 m e un'altezza compresa tra 8 mm fino a 1 m. Il guscio ha uno spessore variabile da 2 mm a 10 cm con una struttura cellulo-prismatica con prismi cavi verticali, paralleli all'asse longitudinale e caratterizzanti i vari gruppi.
In sezione trasversale, nella valva fissa si osservano numerose cavità accessorie che hanno fatto ipotizzare una simbiosi con le zooxantelle, protozoi dinoflagellati.
Queste lacune nel processo evolutivo perdono importanza, mentre compaiono strutture sifonali, sottoforma di bande, fossette e pilastri, importanti per la sistematica.
La valva mobile si riduce di dimensioni e diventa opercolare.
La chiusura della conchiglia avviene mediante una cerniera pachiodonte, tipica di forme fisse, costituita da 2 denti e una fossetta nella valva libera e 2 fossette e un dente in quella fissa. I denti sono grossi, subcilindrici, a volte deformati e molto robusti.
Con questa cerniera i movimenti di apertura e chiusura non si verificano con una rotazione lungo il cardine, ma per salita e discesa della valva superiore opercolare.
Il legamento, cioè la massa muscolare cilindrica che controlla l'apertura della conchiglia, nelle forme più evolute è di solito interno o mancante. Quando i muscoli adduttori sono in contrazione la conchiglia è chiusa mentre quando sono rilassati le valve si aprano per azione del legamento.

Il genere più rappresentativo degli IPPURITIDI è Hippurites LAM. del Cretaceo superiore. Presenta una conchiglia inequivalve con la valva destra allungata, da conica a cilindrica, spessa e lacunare. La valva sinistra è opercolare e si distingue da quella dei Radiolitidi perché sulla sua superficie sono presenti numerosi fori che rappresentano lo sbocco di canalicoli, in collegamento con canali radiali più grandi, decorrenti fra i due strati della conchiglia. Si pensa che questi pori permettano la circolazione dell'acqua senza l'apertura della conchiglia. La valva ha inoltre due attaccature che servono all'uscita dei sifoni.

I RADIOLITIDI (Cretaceo superiore) hanno una conchiglia inequivalve con la valva destra fissa, conica, ornata da robuste coste longitudinali. Ci suo bande sifonali più nette rispetto agli Ippuritidi, sono presenti i pilastri e la valva opercolare è priva di pori. A volte sono presenti cavità accessorie. La camera d'abitazione è stretta. La struttura del guscio è cellulo-prismatica, finemente reticolata, con celle quadrangolari o poligonali. I generi principali sono Radiolites LAM., Sauvagesia CHOFFAT, Durania DOUV. e Bournonia FISCHER.

Le Rudiste ci danno importanti notizie stratigrafiche sui vari piani del Cretaceo, ci indicano quali sono le zone di piattaforma, di laguna e scogliera nelle ricostruzioni paleogeografiche e sono anche indicatori di clima caldo. Di solito vivevano solitarie e gregarie nella zona sublitorale interne con acque agitate, ricche di ossigeno e ben illuminate.
Gli Ippuritidi sono colonizzatori di fondi mobili e si sviluppavano in posizione prona formando con i loro gusci un substrato solido sul quale si impiantavano colonie di Radiolitidi, Coralli e Briozoi. Nei margini più interni e protetti della barriera, le Rudiste soppiantano i Coralli. Queste forme hanno costruito centinaia di metri di spessore di rocce poco stratificate, tipiche della piattaforma carbonatica del Cretaceo.
Le rocce cretacee formate in ambiente di scogliera, presenti nel territorio italiano, contengono molti di questi Bivalvi e in particolare calcari a Rudiste affiorano nelle Alpi orientali (Veneto, Friuli e Venezia Giulia), nell'Altopiano del Cansiglio-Monte Cavallo, nell'Italia meridionale (Abruzzo e Campania) e insulare (Sardegna).
Sono segnalate Rudiste anche nella scaglia rossa affiorante nella cava di Monte Ricco sui Colli Euganei.

Giordano Balia

Durania cornupastoris. R. MALARODA, Paleontologia sistematica: Invertebrati, CEDAM, Padova 1990, p. 273.

9 - GENNAIO 1991