Modalità di conservazione
Esistono diverse maniere di conservazione dell'organismo. Possiamo avere una conservazione diretta o indiretta: alla prima vi appartengono la mineralizzazione, a demineralizzazione, la carbonizzazione e la formazione di un guscio pseudomorfico; nella seconda abbiamo l'impronta, il modello interno, il modello interno con impronta esterna.
Demineralizzazione
Di norma, quando le acque circolanti sono povere di sali si ha la completa dissoluzione dei gusci o degli scheletri. Tuttavia, in alcuni casi si ha solo un parziale impoverimento di sali, per cui si conservano resti anche in rocce impermeabili come le argille. I fossili diventano molto fragili e si polverizzano facilmente quando vengono toccati, come nel caso dei coralli della foto, provenienti dalla marna di Possagno.
Lo stesso si verifica quando un minerale stabile viene sostituito da un minerale meno stabile.
Mineralizzazione
Le parti più resistenti dell'organismo possono venire sostituite, molecola per molecola, da soluzioni sature di sali minerali formando così un guscio pseudomorfico uguale nella forma, ma di diversa composizione rispetto all'originale. Quando la sostituzione è lenta si conserva anche la struttura originaria. I più comuni minerali che intervengono nella sostituzione sono la calcite, la silice, ma anche pirite e dolomite.
Più semplicemente possiamo avere un'impregnazione del reperto da parte dei minerali che vanno ad occupare gli spazi vuoti presenti nella struttura, portando ad un aumento e irrobustimento del fossile.
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| legno silicizzato | ammonite piritizzata |
Impronte e Modelli

Si può formare un'impronta esterna o interna quando i sedimenti che ricoprono il guscio sono sottili e ne conservano la forma della superficie esterna o interna in negativo.
Se sull'impronta esterna o interna si deposita del sedimento si ha la controimpronta che riproduce in positivo la forma dell'organismo.
Il modello interno si ha quando la cavità viene riempita dal sedimento e conserva la forma interna dell'animale.
Quando viene conservata la forma interna ed esterna del guscio abbiamo il modello interno con impronta. In esso, dopo lo scioglimento del guscio originario, si ha un avvicinamento delle due parti fino ad aderirvi, per cui le dimensioni non corrispondono all'originale.
Nel caso in cui il guscio venga sciolto da acque circolanti poco sature di sali (dissoluzione) quando l'impronta interna ed esterna sono già solidificate, la cavità può essere riempita da precipitati di sali formando un calco naturale del guscio o pseudoguscio. In questo caso non si conserva la struttura originaria dell'organismo.
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