Le strutture della Terra

strutture oceaniche

Da: DO.GE., Conoscere la Terra, Markes, Milano 1983, p. 115.

 

La superficie terrestre

I cratoni

I cratoni sono le aree interne dei continenti, asismiche, formate da un nucleo molto antico, lo scudo, che si presenta piatto o debolmente inarcato, in quanto da moltissimo tempo è stato sottoposto ad erosione. Queste zone rappresentano ciò che resta dallo spianamento di antiche catene montuose, costituite da rocce prevalentemente metamorfiche e magmatiche intrusive, databili attorno ai 2 – 3 miliardi di anni, ricche di giacimenti di oro, rame, nichel e ferro.
Il 24% della superficie terrestre è occupato dai seguenti cratoni: canadese, groenlandese, baltico, ucraino, siberiano, indiano, centroafricano, brasiliano, antartico e australiano.

I margini continentali passivi rappresentano la zona di transizione tra la parte emersa del continente e l'oceano, costituiti da crosta continentale che gradualmente passa a crosta oceanica. Sono i tipici bordi dell'Oceano Atlantico. Nel margine continentale passivo si possono distinguere tre aree: la piattaforma continentale, la scarpata continentale ed il rialzo continentale.

La piattaforma continentale è la parte sommersa dei continenti, che può estendersi fino a 900 km, con una profondità compresa tra 20 m e 550 m sotto il livello del mare, come le piattaforme russa e americana. In quest'area si depositano grandi quantità di sedimenti; generalmente sono sedimenti glaciali alle alte latitudini, sedimenti terrigeni alle medie latitudini, scogliere coralline sono invece presenti alle basse latitudini.

La scarpata continentale rappresenta il raccordo tra la piattaforma ed il rialzo continentale. È poco inclinata (1° - 6°) ma con dislivelli notevoli, ed è incisa da canyons sottomarini, soprattutto in corrispondenza delle foci dei grandi fiumi, probabilmente a causa delle correnti di torbidità, costituite da acqua e fango con elevata velocità.

Il rialzo continentale è formato da grandi conoidi sottomarine, larghe da 200 a 2.000 km, dovute al depositarsi dei sedimenti franati lungo la scarpata o depositati dalle correnti di torbidità.

 

Gli orogeni

Attorno ai cratoni si trovano gli orogeni, catene montuose formate da rocce molto deformate, interessate da fenomeni metamorfici e vulcanici. Il nucleo di molte montagne è costituito dai batoliti, che sono probabilmente le radici di antichissime catene montuose ormai erose.

 

I bacini oceanici

I bacini oceanici sono ampie depressioni, profonde circa 4.000 – 5.000 m sotto il livello del mare, che occupano il 41% della superficie terrestre. Sono formati da crosta oceanica di roccia basaltica, ricoperta da sedimenti con uno spessore variabile. Il fondo può essere pianeggiante: piana abissale, oppure solcato da rilievi come i monti sottomarini e le colline abissali.

I monti sottomarini, allineati in catene montuose, oppure isolati, sono dei coni vulcanici con un'altezza superiore a 1.000 m rispetto al fondale. Quando emergono danno origine ad isole vulcaniche. I guyots sono invece caratterizzati da una sommità piatta, sulla quale si possono sviluppare imponenti scogliere coralline.

Quando la forma dei rilievi sottomarini è allungata e l'altezza è compresa tra 50 e 1.000 m sul fondo degli oceani, si parla di colline abissali.

Le dorsali oceaniche sono catene montuose larghe fino a 1.500 km, alte 2 - 3.000 metri rispetto al fondo oceanico, che attraversano tutti gli oceani per una lunghezza di quasi 70.000 Km. Quando emergono in alcuni punti formano isole vulcaniche come l'Islanda e le Azzorre.

Le fosse oceaniche sono depressioni larghe 100 - 200 Km, profonde fino a 11 – 13.000 metri, che rappresentano le zone lungo le quali la crosta oceanica subduce sotto un'altra placca litosferica. Parallelamente si trovano vulcani ad attività esplosiva.