La Cina e la Tetide

(risultati di una recente missione scientifica)

 

distribuzione fossili

Ho già avuto occasione di illustrare ai Soci del Gruppo Mineralogico e Paleontologico Euganeo studi in corso sull'antico mare della Tetide. La situazione degli oceani e dei continenti è sempre mutevole, anche se può apparire di grande stabilità alla scala dell'osservazione umana.
La Tetide si estendeva tra le terre meridionali (continente di Gondwana, con Sudamerica, Africa, Arabia, India, Australia e Antartide) e quelle settentrionali (continente di Laurasia, con Nordamerica, Europa e Asia), separando in forma di mare lungo e stretto due immense masse terrestri, due supercontinenti se confrontati con la configurazione attuale della geografia planetaria. Individuatasi nel Permiano, circa 250 milioni di anni fa, la Tetide subì varie vicende. La deriva continentale smembrava progressivamente vecchi blocchi continentali e ne formava di nuovi. Così l'India si separò dalle Terre di Gondwana e si riunì alla massa principale dell'Asia durante l'Eocene medio e superiore (attorno ai 40 milioni di anni fa); L'Arabia si staccò dall'Africa, dando origine al Golfo di Aden e al Mar Rosso; l'Australia si avvicinò all'Asia sudorientale, tanto per citare alcuni esempi maggiori.
Fu il complesso dei movimenti di migrazione (o deriva) continentale a portare il blocco afro-arabio in collisione con l'Asia nella regione dell'attuale Iran-Iraq-Siria-Turchia. Il Golfo persico, noto in questo tempo per le estenuanti vicende belliche fra Iran e Iraq, rappresenta un residuo dell'ultima via d'acqua che collegava il Mare Mediterraneo all'Oceano Indiano (il Mar Rosso si sarebbe formato solo in epoche successive). Quando la comunicazione fra Mediterraneo e Oceano Indiano venne a cessare, finì di esistere la Tetide; l'avvenimento si verificò nel Miocene inferiore, circa 18.5 milioni di anni fa.
Alcuni profani affermano che tutte queste ricostruzioni sono affascinanti, ma nello stesso tempo ritengono che in esse la fantasia abbia una parte troppo grande, tanto sembrano incredibili questi giganteschi spostamenti di enormi masse di terra, con la formazione di catene montuose anche imponenti, come le Alpi o l'Himalaya, in seguito alla morsa continentale che serra fra smisurate ganasce gli strati rocciosi.
I metodi che gli studiosi adoperano per riconoscere eventi tanto importanti nella storia della Terra sono diversi e i risultati rappresentano la conquista scientifica di ogni giorno, sempre in progresso rispetto alle conoscenze precedenti.
L'incredulità era l'atteggiamento dei ricercatori stessi, quando vennero a scoprire per la prima volta simili eventi, che interessano tutto il nostro Globo ed occupano spazi di tempo inconcepibilmente lunghi rispetto alle nostre comuni esperienze.
Queste poche pagine vogliono riportare i risultati conseguiti con uno dei metodi di studio più sicuri, la paleontologia, ossia la ricerca sui fossili. Quando una stessa specie di organismi marini sedentari viene trovata in aree diverse, ci può fornire varie testimonianze. Innanzitutto che nell'area del ritrovamento c'era il mare quando quel fossile era un essere vivente; l'epoca in cui il mare occupava quella zona, se si tratta di organismi vissuti solo in determinati periodi geologici; infine la comunicazione marina esistente a cavallo di terre emerse o anche di catene montuose elevate, se esemplari di quella specie fossile si trovano da entrambi i lati dei rilievi e nei terreni che formano la stessa catena.
Non discuteremo qui i metodi per conoscere l'età dei fossili e quindi dei sedimenti che li inglobano. Parleremo invece di una scoperta recentissima.
Noi tutti abbiamo presente la vastità del continente asiatico, il maggiore fra tutti, con i suoi quasi 44 milioni di chilometri quadrati di superficie. Conosciamo inoltre il suo aspetto di massa compatta e generalmente poco frastagliata, se messa a confronto con l'Europa, ad esempio. Il centro geografico dell'Asia è rappresentato dal Xinjang (o Sinkiang) cinese, situato tra l'Unione Sovietica, la Mongolia, l'India, il Tibet e la Cina vera e propria.
Ebbene, in un periodo geologicamente non troppo antico, l'Eocene (che durò grosso modo tra i 55 e i 35 milioni di anni fa), il Xinjang era occupato dal mare e questo mare era una propaggine della Tetide. Lo dimostrano le conchiglie marine raccolte come fossili nella regione; esse sono in parte uguali a quelle che si possono trovare in rocce dello stesso periodo nell'area mediterranea ed in particolare nel Veneto.
Nel successivo Oligocene il fossili cominciano ad essere diversi; si era formato un bacino locale, un mare poi prosciugato.
Le raccolte sono state effettuate da poco e le indagini sono ancora in corso, ma vale la pena di segnalare questo inatteso collegamento marino fra due aree così lontane, una delle quali ormai parte centrale di un immenso continente.
Qui la fantasia può sbrigliarsi davvero e porre a confronto la situazione eocenica, appena menzionata, con quella odierna. Basti pensare alla “Via della Seta”, che portava dalla Cina all'occidente europeo il prezioso filato passando per il Xinjang, Samarcanda, Bukara e Hiva; al viaggio di Marco Polo, quasi ottocento anni addietro, con percorso non molto diverso, o infine al raid automobilistico Parigi–Pechino, fra le due guerre mondiali, reso famoso dai servizi giornalistici di Luigi Barbini.
Penso di poter concludere con una figura, tracciata in accordo con i colleghi cinesi, che rappresenta un momento dell'antico mare della Tetide (Eocene medio, circa 45 milioni di anni fa) e alcuni dei molluschi fossili con grande diffusione paleogeografia, che permettono di ricostruire una situazione tanto sorprendentemente diversa da quella odierna, ma pure comprovata dai risultati delle indagini scientifiche.

Giuliano Piccoli

1 - FEBBRAIO 1988