Il taglio delle pietre preziose
Il taglio a brillante è quello più usato nella lavorazione delle gemme.È stato studiato proprio per il diamante e si presume che il vero padre di questo tipo di taglio sia un veneziano di nome Vincenzo Peruzzi.
Le faccette partono da un centro e si divergono verso la periferia. Nel taglio a brillante si possono contare 57 faccette e precisamente 33 nella parte superiore (tavola + corona) e 24 nel padiglione. Molto spesso nel padiglione il punto di incontro delle faccette fondamentali è costituito da una piccolissima faccetta, la 58 a, parallela alla tavola e creata appositamente per evitare eventuali scheggiature.
La forma più conosciuta e diffusa è quella rotonda la quale si dimostra la più adatta al diamante in quanto permette di sfruttare meglio la forma ottaedrica del minerale grezzo e permette di ottenere la massima brillantezza e dispersione della luce.
Tutte le gemme possono essere tagliate, con le loro giuste proporzioni, a brillante rotondo e per non creare confusione o millanteria la parola brillante, in questo caso, deve essere associata al nome della specie o varietà mineralogica della gemma (quarzo, taglio brillante; zircone, taglio brillante ecc.).
Con uno strumento, il Firescope, è possibile valutare l'accuratezza del taglio: un brillante ben tagliato apparirà uniformemente illuminato in rosa, a differenza di tagli imprecisi dove appariranno evidenti lacune.
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Dversi tipi di taglio dei diamanti. Enciclopedia delle Scienze. Geologia - Rocce - Minerali, II, De Agostini, Novara 1983, p. 302.304. |
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