I minerali nella pittura

Fin dal Paleolitico Superiore l'uomo ha sentito la necessità di esprimere con il linguaggio figurativo avvenimenti che lo circondano, riti propiziatori o semplicemente immagini create dalla sua fantasia. Nascono così 15000 anni fa i meravigliosi "affreschi" di Lascaux in Francia e Altamira in Spagna.
Ma come sono stati preparati quei colori che si sono conservati fino ad oggi nelle grotte riparate dagli attacchi degli agenti atmosferici? Sono i minerali sminuzzati e argille colorate a costituire i primi colori usati dall'uomo.
I minerali venivano macinati finemente, setacciati e impastati con acqua, olio o grasso animale. A volte venivano passati al forno per intensificarne la tinta o verificarne la futura inalterabilità.
Ma ancora oggi vengono adoperati questi tipi di pigmenti anche se, per la maggior parte, sono prodotti sinteticamente e mescolati con leganti particolari che li rendono molto più resistenti.
Per ogni colore descriverò il minerale da cui viene ricavato, se viene prodotto anche artificialmente ed eventualmente il nome commerciale.

Bianco

È ottenuto dalla polvere finissima di calcite, carbonato di calcio CaCO3 ed è detto anche bianco di Parigi.
Dalla baritina, solfato di bario BaSO4, si ottiene un pregiato pigmento detto bianco di barite.
La biacca è prodotta industrialmente ma in natura deriva da masse di alterazione in carbonati biancastri, cerussite PbCO3 e idrocerussite Pb3[OH|CO3]2.
II bianco di zinco si ottiene industrialmente dall'ossido di zinco ZnO che in natura è un raro minerale chiamato zincite.

Giallo

Il giallo chiaro e il giallo oro sono ottenuti dall'orpimento, trisolfuro di arsenico As2S3.
Svariate tonalità di giallo, giallo-arancio fino al rosso sangue attraverso diverse tonalità di bruno sono ottenute da argille naturali ricche di ossidi e idrossidi di ferro come ematite e limonite e sono dette ocre.
La limonite Fe2O3·nH2O non è un minerale ma un insieme di ossidi idrati di ferro i cui componenti principali sono la goethite e lepidocrocite FeOOH seguite da idrossidi di ferro non cristallizzati.
Il giallo perciò si ottiene da una ocra gialla detta anche terra di Siena. Se viene calcinata assume una tonalità dorata e viene detta terra di Siena bruciata. Se nell'argilla sono presenti ossidi di manganese si ha la terra d'ombra di colore bruno.
Il giallo cadmio è un prodotto industriale di solfuro di cadmio CdS ma presente in natura in incrostazioni terrose di greenockite.
Di colore giallo sono anche l’ocra di molibdeno, varietà di molibdenite MoS2 e l’ocra di antimonio, varietà di antimonite Sb2S3.

Rosso

È ottenuto principalmente dalle ocre rosse di cui ho già detto sopra, contenenti ematite, ossido di ferro Fe2O3 detto anche rosso inglese.
Il rosso vermiglione è ottenuto dal cinabro, solfuro di mercurio HgS.
Il rosso minio è prodotto industrialmente ma in natura è presente nei rari minerali minio Pb3O4 e litargirio PbO.

Verde

Il verde brillante si ottiene dalla malachite, carbonato di rame Cu2[(OH)2|CO3] .
Per alterazione di alcuni basalti si formano la celadonite e la glauconite, fillosilicati che danno un pigmento verde scuro detto terra di Verona.

Azzurro

Il miglior colore è ottenuto dal lapislazzuli, una roccia ricca di lazurite, tectosilicato di sodio e calcio con alluminio ma, dato che nell’antichità era molto cara e pregiata, veniva sostituita con azzurrite, carbonato di rame Cu3[OH|CO3]2 che però col tempo diventava verdastro.
L’azzurro si può ottenere anche dalla fusione di silice SiO2, malachite, calcare e natron o natrite Na2CO3·10H2O.
Con la vivianite Fe3[PO4]2·8H2O si può avere un economico colore azzurro, blu o verde-azzurro.

Nero

Mescolando carbonio in polvere (carbone e grafite) con acqua e argilla si ha il nerofumo.

Ma non basta avere una serie di polverine colorate per fare un bel dipinto. Solo pochi sanno sapientemente miscelare, accostare e stendere i colori in mille sfumature con estro e fantasia, e trasformare un dipinto in un capolavoro.

G. Balia

4 - MARZO 1989