Gli Euripteridi
Phylum: ARTHROPODA
Classe: MEROSTOMATA
Ordine: EURYPTERIDA
Gli Euripteridi o Gigantostraci sono artropodi acquatici che potevano raggiungere una lunghezza di 2-3 metri, vissuti esclusivamente nell'era Paleozoica, soprattutto nel Siluriano e Devoniano.
Il loro corpo è costituito generalmente da 18 segmenti suddivisi in due parti: il prosoma o cefalotorace e l' opistosoma o addome, rivestiti da chitina con scaglie embriciate.
Il prosoma deriva dalla fusione dei primi 6 segmenti ed è ricoperto dal carapace; nella sua parte Inferiore si distinguono 6 paia di appendici di cui il primo paio è trasformato in cheliceri con funzione prensile, le altre 5 paia per la locomozione. Nella parte superiore si trovano due grandi occhi composti laterali e due ocelli mediani.
L' opistosoma è costituito da 12 segmenti mobili: i primi 6-7 formano il preaddome o mesosoma e possiedono appendici lamellari con funzione respiratoria; gli altri 5-6 costituiscono il postaddome o metasoma. L'ultimo segmento è il telson, di forma diversa a seconda della specie.
In Eurypterus i cheliceri sono piccoli; il quinto paio di zampe ha funzione equilibratrice, mentre il sesto paio assume una funzione di pinna per il nuoto. Il telson è stiliforme e gli occhi sono grandi e reniformi. La lunghezza era di 30-40 cm.
Pterygotus superava i 12 metri di lunghezza, possedeva due lunghi cheliceri, quattro zampe locomotorie e il telson a spatola.
Carcinosoma ha il telson a forma di pungiglione simile a quello degli scorpioni.
Le circa 200 specie di Euripteridi sono vissute prevalentemente nell'emisfero settentrionale: Europa, America del Nord, Asia, in un arco di tempo che va dall'Ordoviciano al Permiano. In origine erano animali marini che vivevano in associazione a Trilobiti e Graptoliti soprattutto lungo il litorale. Assumevano il ruolo di temibili predatori anche di vertebrati come Ostracodermi e Placodermi grazie alla loro abilità di nuotare per la presenza dell'ultimo paio di arti modificato a spatola, che permetteva loro di spostarsi rapidamente sia sul fondo che in superficie.
Nel Devoniano migrano in acque salmastre seguendo gli Ostracodermi per poi passare alle acque dolci. Si mimetizzavano perfettamente con l'ambiente della palude perché il loro colore variava dal verde al rossastro, dall'ocra al giallo senape in armonia cromatica con la vegetazione circostante e con il fango.
A partire dal Carbonifero le dimensioni delle specie si riducono e nel Permiano gli Euripteridi si estinguono.



Euryperus remipes,
Pterygotus buffaloensis,
Carcinosoma scorpionis.
R. MALARODA, Paleontologia sistematica: Invertebrati,
CEDAM, Padova 1990, p. 374.
Giordano Balia
10 - OTTOBRE 1991
