Estrazione dei minerali
Cave e miniere
Le miniere costituiscono in senso lato le zone dove i minerali e le rocce vengono estratti. Nell'accezione comune il termine cava è riservato a sbancamenti a cielo aperto mentre il termine miniera è invece attribuito agli scavi condotti sotto terra.
Gli scavi sotterranei si sviluppano generalmente in gallerie che si aprono da pozzi verticali e seguono l'andamento dei filoni del minerale da estrarre. Gli sbancamenti a cielo aperto a seconda della natura del terreno seguono avanzamenti sul fronte della cava o viceversa escavazioni concentriche che vanno via via sprofondando verso il centro.
Secondo la legislazione italiana il termine miniera è riservato agli scavi sotterranei o a cielo aperto che portano all'asportazione di minerali definiti strategici da cui si estraggono metalli, ma anche di minerali usati nell'industria chimica, manifatturiera, farmaceutica ecc. quali lo zolfo, la dolomite, la magnesite, la bentonite, ecc.
Sempre secondo la legislazione italiana il termine cava viene riservato allo sbancamento di materiali per costruzione, quali i marmi, i graniti, le sabbie indipendentemente da come venga realizzato lo scavo e cioè astraendo dal fatto che lo stesso sia sotterraneo o a cielo aperto.
La concessione ed il controllo delle miniere è di competenza dello Stato, quello delle cave è invece competenza delle Regioni.
Oggi con il carotaggio è relativamente facile scoprire nuove zone minerarie e definirne l'importanza del giacimento, valutando in tal modo un razionale investimento produttivo. Un tempo le tecniche erano esclusivamente legate agli affioramenti visivi valutati da esperti che garantivano la bontà del filone. Così minerali di ossidazione del rame suggerivano un probabile giacimento del metallo rame. La presenza abbondante di solfuri metallici, quali la galena o blenda costituivano un serio indizio di buone coltivazioni di piombo o zinco.
Adamite da Mapimì (Messico). Foto P. Rodighiero
