Chanarcillo

Storia

Nessun altro giacimento minerario nell'emisfero occidentale ha dato la varietà, la quantità e la qualità di minerali d'argento come Chanarcillo in Cile, specialmente di Argento nativo e Proustite. Il ricordo di Chanarcillo resta tuttora vivo fra i collezionisti sebbene le miniere e la cittadina mineraria di Juan Godoi, là sorta,cadano in rovina. La regione di Chanarcillo è situata nel deserto di Atacama, nel Cile settentrionale, a circa 50 chilometri a sud di Copiapo' ed a 10 chilometri ad est della superstrada panamericana.  La zona si trova a circa 750 metri sul livello del mare mentre la maggior parte delle miniere è situata a circa 1000 metri.   Il clima è arido e la vegetazione manca quasi del tutto. Raggiungere questa località è abbastanza difficoltoso soprattutto per la mancanza di mezzi di trasporto.   Copiapo' è, invece, ben servita dalle principali strade nonché da voli aerei commerciali settimanali.  A Copiapo' è interessante visitare il locale museo mineralogico oggi, purtroppo, privato di una serie eccezionale di campioni provenienti dalla zona di Chanarcillo, spariti in seguito ad un grosso furto avvenuto molti anni fa.
La storia di Chanarcillo venne graziosamente raccontata da Browne nel 1868: l'acqua più vicina si trovava a circa 10 miglia di distanza e veniva venduta alle miniere per 1 dollaro ogni 16 galloni, ma era acqua sporca; quella usata per bere dai minatori proveniva da più lontano e costava molto di più. Il giacimento di Chanarchillo fu scoperto il 18 maggio 1832 da un mulattiere di nome Juan Godoi mentre stava andando a caccia di guanaco: ad un certo momento, stanco, si sedette sopra una pietra che, osservata con attenzione, risultava ricca di minerali d'argento.  Juan caricò del minerale i suoi due muli e si diresse a Copiapo' dove chiese l'assistenza ed il consiglio di Juan  Callejas, suo amico e vecchio minatore.  Essi ottennero l'autorizzazione per lavorarci e Callejas, per i tanti favori ricevuti, trasferì la sua quota (pari ad 1/3 del capitale) a don Michele Gallo che, in seguito, divenne uno degli uomini più ricchi del Cile. La miniera si rivelò veramente produttiva, ma Godoi, in breve tempo, da ottimo mulattiere divenne uno straviziato; spese la sua immensa fortuna e si ridusse ad elemosinare: non potè tenere neppure un somaro!  Gallo, preso da compassione, gli regalò  una piccola miniera che Godoi vendette per 14.000 dollari e, con questa somma poté vivere con moderazione e calma.
Nel 1850 i minatori di Chanarcillo erano 1.750, per due terzi cileni e per il resto stranieri, in gran parte sudamericani. Esistevano 18 miniere attive che producevano abbondante minerale d'argento. Le rocce responsabili di questa produzione stupefacente avevano subito lenti processi naturali di arricchimento ed ossidazione. Nel 1856 la percentuale di argento era di 466 once per tonnellata, mentre, durante i primi scavi, secondo Whitehead (1919),le vene mineralizzate contenevano da 60 a 150 once d'argento per tonnellata. Sono state rinvenute zone con depositi contenenti argento in percentuale ancora più elevata ed, eccezionalmente, si sono incontrate grosse masse.  Fu trovato un pezzo di oltre 91 chili di argento quasi puro.  Venne, inoltre, rinvenuta una massa di embolite con argento nativo del peso di oltre 20 chili (contenente oltre il 75% di argento puro). Oggi, purtroppo, nulla rimane di queste grandi miniere e del centro di Juan Godoi.  Assaggi superficiali sono stati eseguiti per ricercare parte della mineralizzazione primaria scaricata molti anni fa a causa del suo basso tenore d'argento.

 

Geologia

La geologia generale del distretto di Chanarcillo è segnalata come un classico esempio di arricchimento minerario, con rocce argentifere ( tipo “Bonanza”). Studi eseguiti da Segerstrom (1962) accordano con la vecchia interpretazione paragenetica dei minerali fatta da Whitehead nel 1919. Secondo questi autori Chanarcillo è soltanto uno della serie di distretti argentiferi che formano una cintura parallela al Pacifico ed alle Ande. Questa cintura che corrisponde generalmente alla “Geosinclinale Andina” è limitata ad ovest da rocce basali del paleozoico e, forse, precambriane. Queste vecchie unità geosinclinali sono letti clastici di età triassica. Queste, poi, sono stati ricoperti da sedimenti marini e vulcanici di età giurassica.
La stratigrafia più alta della formazione cretacea di Chanarcillo è molto estesa.
Dove le rocce di questa zona cambiano apparentemente facies si trova il deposito di Chanarcillo. Gli strati superiori di rocce del tardo Cretaceo (dette “Cerillos“ e “Hornitos” ), sedimentarie ed eruttive, comprendono pure depositi d'argento. Tutti i livelli compresi nella sequenza della geosinclinale sono stati interessati da rocce ignee di composizione intermedia. Le caratteristiche più importanti della “Cinghia dell'argento” sono le pieghe, i duomi e le faglie.
Chanarcillo si trova sul fianco sud di un duomo aperto soggiacente ad un ammasso di granodiorite e caratterizzato da rocce aventi fratture radiali ed un sistema di faglie a nord ovest. Le vene più importanti variano in larghezza da 3 centimetri ad 1 metro. I minerali ipogenetici includono : Pirite, Blenda, Calcopirite, Galena, Arsenopirite, Arseniati di Cobalto, Pearcite, Tetraedrite, Proustite, Polibasite e Pirargirite, in una ganga formata da quantità variabili di Calcite, Barite, Quarzo e Siderite.
Le vene arrivano fino alle più grandi profondità esplorate. Le rocce mineralizzate si trovano di preferenza nei grandi strati calcarei di Chanarcillo: le formazioni di “Negro” e “Delirio”. Le vene maggiori paiono allineate lungo gli assi del duomo e sembra esserci una correlazione fra vicinanza della cresta del duomo e continuità o ricchezza di vene parallele. Zone mineralizzate sono pure localizzate presso le intersezioni delle vene e dove queste incontrano fessure o dicchi. Gran parte del minerale per cui questo distretto è famoso è venuto dalle rocce ben ossidate e ad arricchimento a solfuri.
Un tardo periodo di fagliazione generò una faglia normale con uno spiazzamento di circa 50 metri che divide il distretto in parte nord e sud. Tale faglia spacca le vene permettendo la conseguente erosione e ridistribuzione dell'argento, contenuto nei minerali argentiferi, sulla superficie delle vene e rocce adiacenti.
La cementazione è generalmente ristretta alle rocce più basse dei calcari “Delirio”. Discendendo, le acque meteoriche precipitarono il loro disciolto contenuto d'argento su estese rocce primarie; di conseguenza le parti superiori delle zone a cementazione furono selettivamente arricchite in modo che il grado di mineralizzazione diminuisce dalla cima al fondo dello strato calcareo. Le zone cementate variano in spessore da un minimo di circa 40 metri a nord ad un massimo di circa 150 metri a sud (Whitehead, 1942). I minerali caratteristici di queste zone “Bonanza” sono: Stefanite, Acantite, Dicrasite, Stromeyerite, Pearcite, Polibasite e Argento nativo. L'arricchimento più intenso è rappresentato da vene di Dicrasite massiva.
Sotto la zona di cementazione, e separata da questa da uno strato di rocce vulcaniche molto spesso, si trova un secondo strato calcareo chiamato “Negro”, caratterizzato da una insolita ossidazione delle vene. Qui le vene sono molto spesse (circa 10 metri). I processi di ossidazione sviluppano alidi, ordinati secondo le zone e le relative solubilità.
I minerali della zona ossidata includono anche: Cloroargirite, Bromargirite, Tocornalite, Embolite e Iodargirite. A complicare le cose, lo scorrimento delle acque meteoriche al suolo, portò la zona ossidata a svilupparsi a scapito di quella cementata e porzioni di minerali cementati risultano in parte sostituite da alidi d'argento. Dopo la formazione degli alidi seguì un breve periodo durante il quale i processi di ossidazione erano reversibili e l'Argento nativo e piccole quantità di Argentite rivestirono, alterarono, almeno parzialmente, un po' degli alidi prima formati (Whitedead, 1919).

 

Mineralogia

Sebbene molti testi di mineralogia parlino di Chanarchillo, manca quasi del tutto una letteratura dettagliata riguardante questo distretto e la sua mineralogia.
Diversi articoli di Moesta (1870-1928) descrivono Chanarcillo da un punto di vista geologico e presentano alcune informazioni sulla presenza degli alidi d'argento nella zona di ossidazione.
Un eccellente articolo di Whitehead (1919) offre preziose informazioni sulle relazione intercorrenti fra le principali rocce e minerali dando, però, scarse notizie sulla presenza dei minerali più caratteristici della zona.
Pochi sono ancor oggi i primi campioni ritrovati a Chanarchillo e disponibili per uno studio dettagliato con tecniche moderne e, inoltre, sembra che una nuova ricerca nella mineralogia di questa zona non sia prossima.
Ecco una breve sintesi sui minerali rinvenuti nella zona di Chanarchillo.

 

Elementi

A Chanarchillo vennero ritrovati campioni eccezionali di ARGENTO NATIVO. Sebbene oggi si trovino raramente, molti sono quelli che possono rivaleggiare con quelli di Kongsberg (Norvegia). Molto argento si trova sotto forma di spesse masse filamentose su SOLFURI D'ARGENTO nella CALCITE.
Un campione eccezionale, proveniente dal distretto di Copiapò, è formato da un singolo filo curvo lungo circa 8 cm. e largo 1,5 cm. ed è circondato da cristalli con facce poco sviluppate.

Il RAME NATIVO, che si trova nelle parti ossidate delle vene contenenti minerali primari di rame relativamente abbondanti, è comunemente sostituito da argento nativo, a somiglianza di quanto avviene nel Michigan (USA).

Forse il minerale più raro che si trova a Chanarchillo è la MOSCHELLANDSBERGITE: questo composto di argento e mercurio si presenta in cubi metallici di color bianco-argenteo e di dimensioni piuttosto piccole. La presenza di questo, come di altri minerali secondari di mercurio a Chanarchillo, non è stata adeguatamente spiegata con riferimento alla mineralogia delle vene primarie che sono state, forse, l'ultima sorgente di mercurio.

 

Ossidi

I minerali ossidati di Chanarchillo sono solo di interesse accademico.

Masse pulverulente di GOETHITE in BARITE grossolanamente cristallina e calcite indicano generalmente la presenza di ALIDI D'ARGENTO microcristallini e possono essere usati come guida nell'esaminare vecchi campioni di Chanarchillo proprio per questi particolari minerali.

Della CUPRITE piuttosto grigia si trova comunemente nella zona ossidata delle vene le cui parti più profonde sono relativamente ricche di solfuri primari di rame.

 

Solfuri

Nelle rocce di Chanarchillo si trovano molti solfuri di origine primaria, ma rivestono un'importanza solo accademica.

L'ARSENOPIRITE è molto comune e spesso si presenta in cristalli le cui dimensioni massime si aggirano sul centimetro. Durante le esplorazioni della vena primaria mineralizzata furono incontrati ARSENIATI massivi di COBALTO, ma non sono stati studiati sufficientemente per identificare con sicurezza le specie di appartenenza.

La PIRITE, generalmente in piccoli ed insignificanti cristalli, è il minerale più comune sia delle rocce primarie che di quelle incassanti.

La SFALERITE è caratteristica delle rocce primarie ed è tipicamente chiara ed in granuli piuttosto piccoli.
I solfuri delle zone cementate raramente si presentano in cristalli spettacolari.

La DICRASITE si trova in masse dentritiche sostituenti la PIRARGIRITE e la PROUSTITE (minerali rinvenuti in campioni eccezionali ben cristallizzati e di notevoli dimensioni) e molto spesso intimamente associata con abbondante argento nativo.
Una intensa cementazione si osserva nelle vene piuttosto pure di dicrasite ed argento massivo.

Qualche volta vennero rinvenuti piccoli cristalli di dicrasite in cavità di CALCITE ROSA o come aggregati piumosi lungo i piani di sfaldatura della calcite.

Cristalli eccezionali di ARGENTITE ( o ACANTITE ) sembravano caratteristici della zona di cementazione. I migliori campioni consistono di un singolo cristallo (o di gruppi) sulla calcite.
I cristalli individuali comunemente superano il centimetro di diametro e sono caratterizzati da forme ottaedriche con minori modificazioni cubiche.

 

Solfosali

Infine anche i solforali d'argento sono ben rappresentati a Chanarchillo anche se raramente vennero ritrovati aggregati cristallini di altissima qualità, sia nelle vene primarie che nella zona di cementazione, come la POLIBASITE, PEARCITE, STEFANITE e MIARGIRITE.

32 - GENNAIO 2002

33 - APRILE 2002