Belemniti
Classe: CEFALOPODI
Sottoclasse: DIBRANCHIATI
Superordine: DECAPODI
Ordine: BELEMNOIDEI
I Belemniti sono animali provvisti di due branchie, con un muscolo palleale ben sviluppato e dotati di 10 braccia. Si rinvengono frequentemente in rocce di origine marina epicontinentale dell'era Mesozoica. Posseggono una conchiglia interna completa composta di tre parti: rostro, fragmocono e proostraco.
Il rostro è la parte apicale della conchiglia e si conserva più facilmente allo stato fossile perché è composto da calcite compatta con i cristalli disposti radialmente rispetto all'asse longitudinale. La sua forma è variabile, allungata, appiattita, con l'estremità arrotondata o a punta. Ha la funzione di appesantire la parte terminale dell'animale in modo da controbilanciare la spinta verso l'alto provocata dai gas contenuti nelle concamerazioni del fragmocono e permettergli di assumere una posizione orizzontale più adatta per il nuoto.
Il rostro è privo di ornamentazioni ma a volte si possono rilevare dei solchi irregolari ramificati che vengono interpretati come tracce di vasi sanguigni e solchi ad andamento longitudinale interpretati come linee di inserzione muscolare. Sono presenti anche un solco sul lato ventrale e, in alcuni casi, un solco dorsale.
Il fragmocono ha la forma di un cono suddiviso in logge subeguali, più o meno numerose, da setti concavi verso l'apertura. Nel lato ventrale i setti presentano una perforazione per il passaggio di un sifone.
Il fragmocono è in parte contenuto in una cavità della parte anteriore del rostro detta alveolo. La composizione della sottile parete esterna, detta conoteca, è aragonitica e difficilmente si conserva.
Il proostraco è una espansione dorsale della parete del fragmocono, anch'esso di natura aragonitica, e la sua conservazione è estremamente rara.
Dal ritrovamento di impronte di parti molli si è potuto dedurre che i Belemniti probabilmente possedevano un sacco dell'inchiostro a scopo difensivo e 10 tentacoli muniti di uncini e ventose. Erano perciò animali carnivori predatori di piccoli pesci e crostacei che riuscivano ad individuare con occhi che via via diventavano sempre più complessi e perfezionati. Essi probabilmente occupavano lo stesso habitat dei Calamari attuali.
In base al rapporto degli isotopi 16O/18O in campioni di calcite prelevata dai rostri di Belemniti si è potuto stimare che la temperatura delle acque era mediamente di circa 16°C con variazioni stagionali di 6°C in più o in meno.
La classificazione dei generi si basa sul rapporto lunghezza alveolo-rostro, forma del rostro, sezione del rostro, lunghezza e localizzazione dei vari solchi.
Per quanto riguarda la loro origine, si pensa che siano derivati da un ramo laterale di Nautiloidi a conchiglia non spiralata simili agli Ortoceratidi.
La modificazione della conchiglia che, diventando interna restando inclusa in una plica dorsale del mantello, permetteva una posizione di nuoto orizzontale molto efficiente, la specializzazione delle braccia per la cattura della preda, ha portato ai vari tipi di Belemniti.
Le forme più antiche, presenti nel Carbonifero superiore, sono le Eobelemnites già complete di rostro, fragmocono e proostraco.
Nel Trias abbiamo due generi ancora molto simili agli Ortoceratidi: Atractites e Aulacoceras. In essi il fragmocono è diritto e ben sviluppato ed è circondato solo parzialmente dal rostro che è ancora piccolo.
Atractites del Trias medio-Giurese superiore ha il fragmocono che può raggiungere anche le dimensioni di 0.5 - 1 metro, è liscio, e a sezione circolare.
Nel Giurese il rostro si sviluppa fino ad inglobare buona parte del fragmocono che contemporaneamente si riduce.
Il genere Pachyteuthis del Giurese medio e superiore possiede un robusto rostro cilindrico, tozzo, a sezione ovale, privo di solchi. L'alveolo arriva a metà circa del rostro.
Il genere Duvalia del Giurese superiore, Cretaceo inferiore, ha un rostro appiattito lateralmente e rigonfio nella parte vicina all'apice. Possiede un solco dorsale ben marcato.
Belernnitella del Cretaceo superiore è dotato di un lungo rostro cilindrico a sezione circolare con una incisione sul lato ventrale.
Alla fine del Cretaceo le Belemniti si estinguono ad eccezione di alcune forme, le Neobelemniti, ancora presenti nell'Eocene dell'Europa mediterranea. In esse si nota la tendenza alla riduzione del rostro e del fragmocono e all'acquisizione di un andamento leggermente ricurvo.
Da questi Cefalopodi sono derivati per vie indipendenti i tre rami evolutivi di Teutoidei, Sepiodei e Ottopodi.

Atractites,
Pachiteuthis,
Duvalia vista lateralmente e dorsalmente,
Belemnitella.
Giordano Balia
5 - GIUGNO 1989
