Archaeopteryx lithographica
Classe: UCCELLI
Sottoclasse: ARCHEORNITI
Ordine: ARCHAEOPTERIGIFORMI
Famiglia: ARCHEOPTERIGI
Genere: ARCHAEOPTERYX
Specie: LITHOGRAPHICA
L'Archaeopteryx è un uccello del Giurese superiore (135 m.a.) rinvenuto, finora in 6 esemplari, nel calcare litografico a grana finissima di Solnhofen (Baviera). Aveva una lunghezza di 40 cm, come un corvo, e sarebbe stato scambiato per un rettile degli Ornitopodi di piccola taglia se non fossero state trovate le impronte delle penne.
L'area del ritrovamento era rappresentata, in quel periodo, da una laguna tropicale suddivisa in vari bacini da una serie di scogliere sottomarine che formavano degli atolli. A Nord si estendeva fino alle terre emerse corrispondenti all'attuale Germania, mentre a Sud si apriva il bacino della Tetide. In questa zona vivevano seppie, gamberi, insetti, piccoli dinosauri, conifere e cicadee.
L'eccezionale fossilizzazione si spiega con le dimensioni particolarmente fini dei granuli dei sedimenti, ma anche perché le acque, molto salate e calde, diventavano spesso stagnanti e quindi inospitali per i decompositori. I resti organici non subivano perciò quasi alcun processo di decomposizione prima di fossilizzare.
Per quanto riguarda la struttura scheletrica, l'Archaeopteryx ha un cranio simile a quello di un Diapside, con la scatola cranica abbastanza piccola, orbite di grandi dimensioni, un'ampia finestra preorbitale e la sclera ossificata.
I premascellari e i frontali sono più piccoli rispetto a quelli degli Uccelli, le mandibole e le mascelle formano un becco e sono fornite di piccoli denti conici inseriti in alveoli.
La colonna vertebrale è di tipo semplice, senza fusione delle vertebre; esse si articolano fra loro con faccette concave come nei Rettili.
La gabbia toracica è formata da coste sottili, prive di processo uncinato e non riunite ventralmente. Oltre alle normali coste, nella regione toracica possiede altre coste dette gastrali in posizione ventrale.
Lo sterno è piatto e corto, non ossificato e privo di carena come nei Rettili. Le clavicole sono saldate in posizione mediale a formare la furcula come negli Uccelli.
Il bacino è formato da sole 5 - 6 vertebre sacrali come negli Arcosauri Ornitischi mentre quello degli attuali Uccelli è composto da almeno 10 vertebre ma con il pube allungato e diretto all'indietro come negli Uccelli.

Possiede una lunga coda con 20 vertebre sulla quale sono inserite le penne in file parallele e opposte e rappresenta un utile organo di equilibrio per il salto e per il volo.
Gli arti anteriori hanno 3 dita con falangi allungate e libere, munite di forti artigli, con il pollice opponibile e coperte di piume. Gli arti posteriori e la cintura pelvica assomigliano a quelle degli Arcosauri e poggiano sul suolo con 4 dita di cui il primo diretto all'indietro e gli altri in avanti. La totale mancanza di pneumaticità nelle ossa, lo scheletro abbastanza rigido e appesantito dalla lunga coda, i muscoli pettorali poco sviluppati, la mancanza di un robusto sterno carenato, indicano che l'animale non doveva essere un buon volatore.
Per spiegare la comparsa delle penne e delle altre strutture che permettono il volo e quindi il passaggio dai Rettili agli Uccelli, si fanno molte ipotesi, nessuna delle quali, ritengo, ha, allo stato attuale delle conoscenze, una maggiore validità rispetto alle altre.
Nel modello evolutivo che io propongo si considerano le ipotesi che hanno attualmente maggior credito.
I precursori di Archaeopteryx erano dei piccoli rettili bipedi corridori che mantenevano un buon equilibrio nella corsa grazie alla lunga coda. Lentamente le squame si evolvevano nelle penne che permettevano di mantenere una temperatura corporea elevata. Gli artigli consentivano all'animale di arrampicarsi sugli alberi per cercare insetti e forse per nascondersi o nidificare. La resistenza all'aria opposta dalle penne favoriva un volo planato fino all'albero successivo o un morbido atterraggio finché fu assunto un vero e proprio volo attivo parallelamente allo sviluppo dell'ala e del piumaggio. Durante la corsa da un albero all'altro poteva catturare molti insetti estendendo in avanti gli arti piumati. Un ulteriore vantaggio evolutivo poteva essere ottenuto se il piumaggio serviva anche da richiamo sessuale.
La termoregolazione, il volo planato la cattura degli insetti, hanno contribuito sinergicamente il passaggio da Rettili ad Uccelli.


Giordano Balia
Ricostruzione dell'aspetto esteriore di Archaeopteryx. V. DE ZANCHE – P. MIETTO, Il mondo dei fossili, A. Mondadori, Milano 1982.
Particolare del cranio in cui si nota la sclera ossificata. E. VANNINI, Zoologia dei Vertebrati, UTET, Torino 1982, p. 529.
Reperto fossile con impronta delle penne. E. VANNINI, Zoologia dei vertebrati, UTET, Torino 1982, p. 485.
Ricostruzione dello scheletro. E. PADOA, Storia della vita sulla Terra. L'evoluzione degli animali e delle piante, Feltrinelli, Milano 1974, p. 227; Le Scienze n. 263.
Evoluzione delle penne e delle ali secondo due ipotesi. G. MEZZETTI, La natura e la scienza, 2, La Nuova Italia, Firenze 1986, p. 286.
8 - SETTEMBRE 1990
